Ciao, Sergio

22 mar 2017

Questa domenica mattina è venuto a mancare all’affetto di parenti, amici e compagni il Presidente del Centro Culturale La Città del Sole, Sergio Manes.
Filosofo, editore, uomo di cultura ma soprattutto comunista e genitore esemplare verrà ricordato nella sede del Centro Culturale in Vico G. Maffei, 18 (Ex Asilo Filangieri) il giorno venerdì 24 marzo a partire dalle ore 17.00.
Sono invitati a partecipare tutti quelli che sinceramente lo hanno stimato e apprezzato per il suo infinito impegno sociale, culturale e politico.

 


Silvio Pons, Stalin e la guerra inevitabile

18 mar 2017

Torino, Einaudi 1995, 342 pp.

Alexander Höbel

Il libro, che in larga parte si basa sulla nuova documentazione divenuta accessibile con l’apertura degli archivi ex-sovietici, ha per oggetto l’evoluzione – per certi versi lineare, ma allo stesso tempo non priva di una dialettica interna fra posizioni ampiamente diverse – che la politica estera sovietica conobbe nella seconda metà degli anni Trenta, fino allo scoppio della guerra.
Nell’intreccio di diversi filoni tematici, il primo elemento evidenziato dall’A. è proprio la “dottrina dell’inevitabilità della guerra”, come portato teorico della concezione leniniana e terzinternazionalista del mondo capitalistico nella fase dell’imperialismo; ad essa si collegano immediatamente la scelta di tipo isolazionistico compiuta dall’Urss, e quindi i “limiti dell’antifascismo sovietico”, intrecciati a loro volta ai limiti dell’antifascismo occidentale e quindi alla pericolosa scommessa fatta con le democrazie parlamentari europee su chi sarebbe stato il principale o comunque il primo bersaglio dell’aggressività nazista.
In questo quadro, rispetto ad una prima fase in cui sembra prevalere una linea di “discontinuità”, espressa da Dimitrov sul piano politico e da Litvinov su quello diplomatico con la linea della “sicurezza collettiva”, prevarrà alla lunga la scelta isolazionistica e la politica delle “mani libere”, che pone come prioritaria la salvezza dell’Urss, e quindi il suo tenersi fuori il più a lungo possibile dalla “seconda guerra imperialistica”: è la scelta della “sicurezza relativa”, che dal 1939 in poi sarà alla base anche della formazione di una sfera d’influenza dell’Urss. Infine l’A., se da una parte sottolinea il “primato della politica interna” nella strategia sovietica, dall’altra evidenzia il nesso tra politica internazionale e Terrore staliniano, e il ruolo decisivo, ancorchè fino a una certa fase apparentemente defilato, di Stalin nel determinare gli orientamenti di quella strategia.

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“Transizione bloccata” e crollo dell’Unione Sovietica. Un volume di Andrea Catone

18 mar 2017

di Alexander Höbel

Dopo il 1989-91, ossia dopo la disgregazione del “blocco socialista” e la scomparsa dell’Unione Sovietica, sarebbe stato auspicabile – in particolare a sinistra e più ancora tra gli studiosi di orientamento marxista – un ampio dibattito a tutto campo che tentasse di tracciare le linee fondamentali per un bilancio complessivo dell’esperienza del “socialismo reale”, che comunque ha costituito il più rilevante esperimento di costruzione di una società che superasse gli antagonismi di classe di tipo capitalistico. In realtà tale dibattito è in buona parte mancato, fatta eccezione per alcune riviste e alcuni autori che al contrario – e spesso in controtendenza – vi si sono cimentati. Sul crollo sovietico, vanno ricordate le sintesi di Boffa, Guerra, Maitan, le analisi di R. di Leo, Sweezy, Davies, Danilov, dello stesso Hobsbawm, oltre che quelle di autori apertamente anti-marxisti come Zaslavsky o l’ex-dissidente (e ora nostalgico dell’URSS) A. Zinov’ev; mentre, per quanto riguarda riflessioni più complessive sull’esperienza del “socialismo reale” e/o del “comunismo storico”, non mancano contributi di orientamento diverso come quelli di Losurdo, Galli e Holz (da un lato), Bongiovanni, Salvadori, ecc. (dall’altro). La pubblicazione del Libro nero del comunismo pareva avesse smosso qualcosa, e in particolare dalle pagine del “manifesto” si è potuto assistere ad un dibattito interessante, ora raccolto in un volumetto firmato da vari autori (Rossanda, Canfora, Karol, ecc.). Ma tutto sommato sono ancora pochi gli autori che hanno tentato di dare una lettura organica e complessiva di tali fenomeni storici.

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Lettere da Lontano

12 mar 2017

Lenin (1917)

fonte: https://www.marxists.org/italiano/lenin/1917/3/letterelontano.htm


Le prime quattro lettere furono scritte da Lenin tra il 7 e il 12 (20 e 25) marzo; la quinta, rimasta incompiuta e non inserita in questo scritto, fu iniziata alla vigilia della partenza dalla Svizzera il 26 marzo (6 aprile) 1917.
Le lettere furono spedite a Pietrogrado, ma soltanto la prima lettera fu pubblicata sulla Pravda del marzo 1917, le altre lettere furono pubblicate solo dopo la Rivoluzione socialista d’ottobre. Le idee della quinta lettera incompiuta furono poi sviluppate da Lenin nelle Lettere sulla tattica e nei Compiti del proletariato nella nostra rivoluzione.
Trascritto da mishu, maggio 2001

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I decreti della Rivoluzione: pace e terra!

12 mar 2017

Il II Congresso dei Soviet dei Deputati degli Operai e dei Soldati di tutta la Russia, tenutasi allo Smol’nyj (Pietrogrado) il 25-26 ottobre (7-8 novembre) 1917 proclamò il potere sovietico, approvò i decreti sulla pace e sulla terra e insediò il primo governo sovietico, il Consiglio dei Commissari del Popolo, di cui fu eletto presidente Lenin.

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