Palmiro Togliatti-“Lenin e il nostro partito”

22 mar 2017

(Da Rinascita, maggio 1960)

Si celebra quest’anno il novantesimo anniversario della nascita di Lenin. Lo si celebra in tutto il mondo. Lo celebrano tutti i popoli. Internazionale è stata, infatti, tutta l’opera di Lenin. Lo è stata per la fondamentale sua ispirazione di classe e rivoluzionaria; per le fondamenta e le elaborazioni di dottrina; per l’azione pratica in cui si è tradotta; per le grandi vittorie che l’hanno coronata, per la nuova situazione che è sgorgata da queste vittorie. Tutto ciò che Lenin ha realizzato, col pensiero e con l’azione, interessa e tocca in modo diretto la classe operaia e i popoli del mondo intiero, dai paesi capitalistici più o meno avanzati ai territori coloniali e semicoloniali, dal vecchio Occidente europeo all’Asia, all’Africa, alle Americhe. La sua attività si colloca, esattamente, nel momento del passaggio da un periodo storico a un altro, dal periodo della espansione del capitalismo a quello della sua decadenza, del suo crollo e dell’avvento della società socialista. La genialità di Lenin consistette, precisamente, nell’avere non soltanto intuito e colto nei fatti la realtà di questo passaggio, ma nell’averne dimostrato scientificamente la necessità e da questa dimostrazione aver ricavato la sicurezza di un’azione rivoluzionaria, la certezza dei successi che non potevano mancare, l’indirizzo di azione che doveva garantire questi successi. Gli furono guida i principi della dottrina marxista, ch’egli seppe applicare e sviluppare in modo adeguato alle nuove condizioni e situazioni che si venivano creando. Non vi è nessun uomo di pensiero dell’età nostra, nessuno storico, nessuno scienziato, nessun filosofo che, per questo aspetto, possa reggere il confronto con Lenin. Le più elaborate costruzioni ideologiche, le analisi più attente, i più studiati tentativi di previsione scientifica che sono partiti o partono dal campo delle attuali classi dirigenti, quando non rivelano a prima vista di essere espedienti apologetici e strumenti di una determinata politica di queste classi, sono giuochi senza serietà e senza costrutto, di fronte alle verità che Lenin ricavò dalla perfetta conoscenza del mondo moderno, delle sue interne contraddizioni e della inevitabilità, in conseguenza di esse, di quello sviluppo oggettivo e rivoluzionario che ci ha portato alla situazione presente.

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22 mar 2017

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22 mar 2017

 

 

 

 

 


Lettere da Lontano

12 mar 2017

Lenin (1917)

fonte: https://www.marxists.org/italiano/lenin/1917/3/letterelontano.htm


Le prime quattro lettere furono scritte da Lenin tra il 7 e il 12 (20 e 25) marzo; la quinta, rimasta incompiuta e non inserita in questo scritto, fu iniziata alla vigilia della partenza dalla Svizzera il 26 marzo (6 aprile) 1917.
Le lettere furono spedite a Pietrogrado, ma soltanto la prima lettera fu pubblicata sulla Pravda del marzo 1917, le altre lettere furono pubblicate solo dopo la Rivoluzione socialista d’ottobre. Le idee della quinta lettera incompiuta furono poi sviluppate da Lenin nelle Lettere sulla tattica e nei Compiti del proletariato nella nostra rivoluzione.
Trascritto da mishu, maggio 2001

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I decreti della Rivoluzione: pace e terra!

12 mar 2017

Il II Congresso dei Soviet dei Deputati degli Operai e dei Soldati di tutta la Russia, tenutasi allo Smol’nyj (Pietrogrado) il 25-26 ottobre (7-8 novembre) 1917 proclamò il potere sovietico, approvò i decreti sulla pace e sulla terra e insediò il primo governo sovietico, il Consiglio dei Commissari del Popolo, di cui fu eletto presidente Lenin.

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Antonio Gramsci – La Rivoluzione contro il Capitale

19 feb 2017

Pubblicato sull’Avanti il 24 novembre 1917 e su Il Grido del Popolo il 5 gennaio 1918

 

La rivoluzione dei bolscevichi si è definitivamente innestata nella rivoluzione generale del popolo russo. I massimalisti che erano stati fino a due mesi fa il fermento necessario perché gli avvenimenti non stagnassero, perché la corsa verso il futuro non si fermasse, dando luogo ad una forma definitiva di assestamento – che sarebbe stato un assestamento borghese, – si sono impadroniti del potere, hanno stabilito la loro dittatura, e stanno elaborando le forme socialiste su cui la rivoluzione dovrà finalmente adagiarsi per continuare a svilupparsi armonicamente, senza troppi grandi urti, partendo dalle grandi conquiste già realizzate.

La rivoluzione dei bolscevichi è materiata di ideologie più che di fatti. (perciò, in fondo, poco ci importa sapere più di quanto sappiamo). Essa è la rivoluzione contro il Capitale di Carlo Marx. Il Capitale di Marx era, in Russia, il libro dei borghesi, più che dei proletari. Era la dimostarzione critica della fatale necessità che in Russia si formasse una borghesia, si iniziasse un’era capitalistica, si instaurasse una civiltà di tipo occidentale, prima che il proletariato potesse neppure pensare alla sua riscossa, alle sue rivendicazioni di classe, alla sua rivoluzione. I fatti hanno superato le ideologie. I fatti hanno fatto scoppiare gli schemi critici entro i quali la storia della Russia avebbe dovuto svolgersi secondo i canoni del materialismo storico. I bolscevichi rinnegano Carlo Marx, affermano con la testimonianza dell’azione esplicata, delle conquiste realizzate, che i canoni del materialismo storico non sono così feroci come si potrebbe pensare e come si è pensato.

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